Caster Semenya e la decisione della Corte Europea per i Diritti Umani

Ebbene sì, chi mi conosce sa che non potevo non scendere in campo e commentare la notizia di ieri della Corte Europea dei Diritti Umani, l’ultimo capitolo nella vicenda non ancora conclusa di Caster Semenya, la mezzofondista sudafricana con elevati livelli di testosterone endogeno.

La sentenza della ECHR di ieri ha dichiarato Caster Semenya vincitrice nel suo appello contro la Corte Federale Svizzera, a cui Semenya si era rivolta in seguito alla decisione del Tribunale di Arbitraggio per lo Sport del 2019 di rigettare il suo appello contro la Federazione Internazionale di Atletica Leggera , la World Athletics, che prima si chiamava IAAF. L’appello di Semenya contro la World Athletics era incentrato sulle regole che limitano i livelli endogeni di testosterone naturali per competere nella categoria femminile.

NB: Entrambe le decisioni, quella di ieri e del 2019 del TAS, non erano state prese all’unanimità, ma i media riportano solo quella di ieri!!

Vista la complessità e l’importanza della vicenda, e il fatto che me ne occupo dall’inizio e ho pubblicato molti saggi su riviste scientifiche (in inglese) in merito, ho deciso di iniziare una serie di post in italiano per ripercorrerla assieme attraverso.

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For English-speaking readers:

A selection of my academic work on the topic of hyperandrogenism, and eligibility of female athletes to participate in the female category from 2009 up to now can be found here (email me to request PDFs of articles if you don’t have access):

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